
In sintesi: Quando si decide di investire sul proprio benessere mentale, la confusione tra i ruoli può rendere la scelta complessa. In questo articolo facciamo chiarezza: lo psicologo sostiene e orienta la persona focalizzandosi sul presente e su nodi circoscritti; lo psicoterapeuta interviene invece sulle dinamiche profonde della personalità, offrendo uno spazio per esplorare e riscrittura la propria storia personale al fine di conquistare un’autonomia reale, autentica e duratura.
Per informazioni sui percorsi o per concordare un primo appuntamento in studio, è possibile consultare la pagina Contatti.
Indice dell’articolo
- 1. Le differenze strutturali: i diversi percorsi e la legge
- 1.1 Il percorso dello Psicologo
- 1.2 Il percorso dello Psicoterapeuta
- 1.3 Come verificare la qualifica
- 2. Nel concreto: le differenze tra il lavoro dello psicologo e dello Psicoterapeuta
- 2.1 Lo Psicologo: il lavoro sul qui e ora
- 2.2 Lo Psicoterapeuta: comprendere la propria storia per ridefinire il presente e il futuro
- 2.3 Lo Psicoterapeuta può limitarsi a lavorare sul “qui e ora”?
- 3. La scelta di un percorso di Psicoterapia a Genova
Psicologo o Psicoterapeuta: che differenze ci sono e come scegliere
La scelta di intraprendere un percorso di cura nell’ambito della salute mentale può essere faticosa da prendere, ci mette di fronte a un momento di grande vulnerabilità, del bisogno di affidarsi a un estraneo, seppur professionista, a cui affidare le nostre parti più dolorose e fragili. Questa decisione può essere resa ancora più complessa dalla confusione tra la figura dello psicologo e quella dello psicoterapeuta.
Questo articolo nasce dalla necessità di fare chiarezza tra le due figure, al fine di permettere, a chi si approccia a questa scelta, di avere degli strumenti per decidere, sulla base delle proprie esigenze, a che tipo di professionista rivolgersi. Online e sui social media si può incappare in contenuti che utilizzano un linguaggio tecnico-giuridico che è difficile da comprendere, oppure in altri meno trasparenti in cui si dà per scontata la differenza tra le due figure, oppure in cui si difende la propria appartenenza a una categoria piuttosto che l’altra, ma, talvolta, senza la necessaria chiarezza e trasparenza che possono aiutare chi sta cercando un aiuto a fare una scelta consapevole.
Le differenze strutturali: i diversi percorsi e la legge
Per comprendere le differenze tra le due figure professionali è necessario partire dai dati oggettivi: il percorso di studi e l’inquadramento giuridico regolamentato, in Italia, dalla Legge 18 febbraio 1989, n. 56 (“Ordinamento della professione di psicologo”).
Il percorso dello Psicologo
Lo psicologo è un professionista della salute che ha conseguito una laurea Magistrale in Psicologia, ha svolto un tirocinio pratico valutativo e ha superato l’Esame di Stato per l’iscrizione alla Sezione A dell’Albo Professionale.
Secondo l’Articolo 1 della Legge 56/89, le sue competenze comprendono:
- La prevenzione e la diagnosi in ambito psicologico.
- Le attività di abilitazione, riabilitazione e sostegno rivolte alla persona, al gruppo o alla comunità.
In termini pratici, lo psicologo interviene su situazioni di disagio specifiche e circoscritte nel tempo (fasi di transizione, orientamento, supporto in momenti di stress o lutto), lavorando sul potenziamento delle risorse già presenti nel soggetto e sulla gestione del presente. Ha la possibilità di fare diagnosi e di somministrare test legati alla professione, che possono avere anche valenza legale (questo dipende dalla tipologia di test somministrati e dallo specifico scopo di tale valutazione).
Il percorso dello Psicoterapeuta
Lo Psicoterapeuta è uno psicologo abilitato alla professione e iscritto all’Albo A dell’Ordine Professionale (sebbene possa trattarsi anche di un medico, in questa sede ci focalizzeremo sul percorso di matrice psicologica), che ha proseguito il suo percorso formativo con una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) della durata di almeno 4 anni, con centinaia di ore di tirocinio clinico supervisionato e, a seconda della Scuola prescelta e dei diversi tipi di specializzazione, un percorso di analisi o terapia personale.
L’Articolo 3 della medesima legge stabilisce che l’esercizio dell’attività psicoterapeutica è subordinato proprio a questa specifica formazione professionale. La specializzazione quadriennale abilita il professionista al trattamento clinico e alla cura dei disturbi della personalità e della sofferenza psicologica strutturata.
Come verificare la qualifica
La struttura dell’Ordine degli Psicologi può generare confusione poiché non esiste un Albo degli Psicoterapeuti a sé stante. Entrambe le figure sono iscritte all’Albo A dell’Ordine degli Psicologi (esiste l’Ordine Nazionale e l’Ordine Regionale di appartenenza e ogni professionista rientra in entrambi gli elenchi), la differenza si esprime in una specifica annotazione. Quando lo psicologo ha terminato la Scuola di Specializzazione, in gergo si è specializzato, deposita il titolo presso l’Ordine regionale di appartenenza e la sua posizione viene aggiornata. Sul registro pubblico, accanto al suo nome, compare ufficialmente la dicitura: “Abilitato all’esercizio dell’attività psicoterapeutica” (ai sensi dell’art. 3 della Legge 56/89).
Per il cittadino, questa annotazione è lo strumento di verifica più sicuro. Consultando il sito dell’Ordine Nazionale o Regionale, chiunque può inserire il cognome del professionista e controllare se sia presente questa specifica nota. Se l’annotazione c’è, si ha la certainty legale e formativa di trovarsi di fronte a uno psicoterapeuta abilitato, che ha concluso questo percorso di formazione.
Nel concreto: le differenze tra il lavoro dello psicologo e dello Psicoterapeuta
Ma quindi, al di là della formazione e della legge, quali sono nel concreto le differenze tra queste due figure? Quali sono gli elementi per scegliere uno o l’altro professionista? Le differenze risiedono nella natura dell’intervento, nella dimensione temporale in cui si muove il professionista e negli obiettivi del percorso.
Lo Psicologo: il lavoro sul qui e ora
L’intervento dello psicologo si focalizza sul qui e ora. Quando la persona sta affrontando una difficoltà nel tempo presente, una decisione da prendere, un cambiamento da affrontare, uno stress legato ad una situazione particolare, lo psicologo la sostiene aiutandola a fare chiarezza e a fare ricorso alle risorse di cui già dispone per superare quel determinato ostacolo. Si tratta di un lavoro prezioso di orientamento e supporto emotivo mirato.
Lo Psicoterapeuta: comprendere la propria storia per ridefinire il presente e il futuro
Il lavoro dello psicoterapeuta non si limita alla gestione di una difficoltà contingente, ma si occupa di comprendere e dare un nuovo significato alla storia della persona.
Quando un malessere, uno stato ansioso o depressivo si protrae nel tempo o ritorna ciclicamente, diventa fondamentale ripercorrere il passato per comprendere quali nodi abbiano generato il sintomo. In psicoterapia, il fulcro del percorso riguarda proprio l’esplorazione e la riscrittura della propria vicenda personale. Attraverso la relazione terapeutica si analizzano i significati inconsci, le ripetizioni dolorose e quelle difese che, nate originariamente per proteggerci, nel tempo sono diventate gabbie da cui è difficile liberarsi.
L’obiettivo è quello di costruire un’autonomia reale, aiutando la persona a sviluppare strumenti interni per affrontare le complessità della vita, a guadagnare consapevolezza dei propri meccanismi automatici e a trovare modalità esistenziali più funzionali.
Lo Psicoterapeuta può limitarsi a lavorare sul “qui e ora”?
In quanto psicologo, lo psicoterapeuta possiede tutti gli strumenti per focalizzarsi su un problema circoscritto e sul contenimento del sintomo momentaneo. Nel mio studio, tuttavia, scelgo di non considerare ogni singola difficoltà o blocco come un segnale isolato, ma come una porta di accesso a dinamiche più profonde e antiche.
Il mio scopo non è semplicemente risolvere l’urgenza attuale, ma accompagnare la persona a costruire una propria indipendenza emotiva, permettendole di abitare la complessità della vita alla luce delle sue autentiche caratteristiche.
La scelta di un percorso di psicoterapia a Genova
Comprendere la distinzione tra le diverse competenze professionali è il primo passo per orientarsi con chiarezza all’interno del panorama della salute mentale. Oltre alle definizioni teoriche, tuttavia, la cura della propria sofferenza si traduce nella necessità pratica di individuare un riferimento stabile sul territorio.
Presso lo studio a Genova, l’attività clinica si focalizza in modo specifico sull’offerta di percorsi di psicoterapia. Pur disponendo delle competenze formali legate al sostegno psicologico, la scelta professionale è quella di privilegiare un intervento orientato alla psicoterapia profonda. L’obiettivo è offrire, a chi si trova sul territorio ligure e desidera intraprendere questo cammino, uno spazio protetto e continuativo in cui il sintomo attuale non venga semplicemente arginato, ma diventi l’inizio di un lavoro di riscrittura e di autentica emancipazione emotiva.
Per informazioni sui percorsi o per concordare un primo appuntamento in studio, è possibile consultare la pagina Contatti.




