
Trust the process: perché la psicoterapia non è una soluzione rapida, ma un percorso di valore
“Trust the process”, si traduce letteralmente in “abbi fiducia nel processo”: è un invito a tollerare l’incertezza e a lasciarsi andare, accettando che ogni cambiamento richiede tempo e che il percorso, in tutte le sue fasi, è parte integrante del risultato finale. Si tratta di una frase che ricorre spesso sui social, associata dei temi più disparati: dal trucco all’allenamento, dalla cucina al miglioramento personale in generale. Per riconoscere il valore di questo consiglio, però, è necessario comprendere davvero cosa significhi “fidarsi”, riempiendo il vuoto di quello che altrimenti rischia di rimanere uno slogan astratto — una direzione da seguire che non ci dice, però, dove stiamo andando.
Nel contesto professionale della cura della psiche, fidarsi del processo è il punto di partenza, ma anche il punto di arrivo prima del cambiamento. Ma cosa significa, concretamente, fidarsi (e affidarsi) in psicoterapia?
L’urgenza del sollievo e i tempi della mente
Spesso capita che le persone decidano di intraprendere un percorso in un momento di grande sofferenza, quando altre strade sono già state percorse senza ottenere un risultato apprezzabile o, in alcuni casi, ottenendo solo un sollievo temporaneo. In questi momenti, la speranza è quella di ricevere una diminuzione del dolore in tempi brevi, desiderando una risoluzione veloce e indolore; un’aspettativa che, tuttavia, si scontra quasi subito con la realtà e la complessità dei tempi psichici.
Questa urgenza è in parte figlia della società della performance, in cui tutto va conquistato subito e con facilità per poter passare rapidamente al prossimo progetto, accumulando successi senza mettere in campo sforzi troppo grandi, pena il sentirsi inadeguati e incapaci.
La fretta di performare e lo scarto terapeutico
Nella stanza di terapia, questa “fretta di performare” si scontra inevitabilmente con i tempi necessari a ottenere un cambiamento significativo e percettibile. Per alcune persone, questo scarto diventa l’elemento che fa dire “non fa per me”, portandole ad allontanarsi da un percorso di cui si avverte il bisogno, ma che non coincide con la velocità stratosferica a cui tutto si deve muovere al giorno d’oggi.
L’aspettativa del “tutto e subito” è un elemento fondamentale da inserire nel discorso terapeutico. È uno dei blocchi di partenza a cui dare voce, per consentire a chi si rivolge alla psicoterapia di confrontarsi con la propria fretta, crearsi aspettative realistiche e potersi così fidare, appunto, del processo.
Il valore delle soste e la resistenza del sintomo
La psicoterapia non si sviluppa secondo una linea retta di miglioramento continuo. Sono molto comuni i momenti di stasi, in cui sembra di non andare né avanti né indietro, e questo può risultare scoraggiante. In realtà, si tratta di soste preziose: permettono alla mente di assimilare e strutturare il lavoro svolto senza essere costantemente in modalità “emergenza”.
Capita anche che sintomi che si erano attenuati ritornino, o che si avverta la sensazione di fare dei passi indietro. Questo avviene quando si comincia a lavorare su nuclei profondi, spesso strutturati da anni nella mente di chi soffre e che, a lungo, hanno avuto una funzione precisa per la propria psiche. Il sintomo ha spesso la funzione di adattarsi a quello che è accaduto e che continua ad accadere, serve a regolare quello che si muove dentro e fuori; quando viene messa in discussione la sua utilità, questo potrebbe resistere e diventare ancora più rigido. Quando ciò accade, non significa che la terapia stia fallendo, ma esattamente l’opposto: indica che si sta raggiungendo un nucleo di fondamentale importanza. È proprio questo il momento in cui c’è bisogno di fidarsi e di affidarsi.
L’alleanza terapeutica come bussola del percorso
Lo strumento principale per riuscirci è l’alleanza terapeutica: la relazione di fiducia che si costruisce nella stanza di terapia. È all’interno di questo legame che si può percepire che, anche nei momenti più difficili, è presente una figura professionale che sostiene e mantiene la direzione, aiutando a tollerare la paura e l’incertezza.
“Trust the process”, allora, significa accogliere il fatto che il percorso terapeutico non fornirà risposte rapide o formule magiche. Sarà, invece, il luogo in cui ambire a un cambiamento profondo e all’acquisizione di strumenti che, nel tempo, permetteranno di affrontare le difficoltà in una direzione di crescita e di costruzione autentica.




